Da nativiamericani.it: Petizione contro la vendita del territorio circostante il sito sacro di Wounded Knee

Riportiamo un articolo pubblicato da nativiamericani.it e il link per firmare la petizione contro la vendita del terreno su cui si è tenuto il massacro di Wounded Knee. Un ringraziamento all'amico Alessandro Profeti!

Molti di voi conoscono bene quello che più coerentemente con i fatti storici viene chiamato ancora oggi “il massacro di Wounded Knee del 29 dicembre 1890″, una “battaglia”, ma alla cui fine, almeno 150 uomini, donne e bambini Lakota, furono uccisi. Secondo alcune stime, il bilancio delle vittime è forse più vicino a 300.

Quel luogo, riesce ancora ad evocare intensi sentimenti, soprattutto per gli stessi Lakota, ma anche a noi, e a tutti coloro che hanno ereditato e conosciuto dalla storia tutto l’orrore di quanto accadde in quel luogo, in quella data. Un pezzo tragico della storia del Sud Dakota conosciuto in tutto il mondoche adesso è, purtroppo, in vendita.

Non si dovrebbe permettere, a nostro avviso, che questo accada, il governo federale dovrebbe intervenire, poiché appunto è storia di TUTTO il Sud Dakota, degli Stati Uniti e anche del mondo intero. Il terreno offerto in vendita non include il Cimitero Sacro e il Memorial Wounded Knee, la cui proprietà non è di nessuno (per fortuna).

Non è la prima volta che il terreno è stato messo sul mercato dal proprietario, James A. Czywczynski e la sua famiglia, e gli Oglala Sioux vorrebbero acquistarne la proprietà ed eventualmente costruirvi un museo. Ma il prezzo è cresciuto sempre e molto rapidamente, mettendo in estrema difficoltà la tribù.

“Ogni anno o due viene messo in vendita, e il prezzo si intensifica”, ha detto Craig Dillon, membro del consiglio tribale Oglala. “Quando sono entrato nel Consiglio”, continua Dillon “il prezzo richiesto per il terreno di Wounded Knee era di circa 1,3 milioni di dollari. “Credo che la tribù sarebbe interessata a riprendersela, se fosse abbastanza ragionevole”, ha aggiunto. “Abbiamo discusso più di una volta. Ma 3 milioni dollari sono un sacco di soldi”.

Czywczynski replica raccontando al New York Times che ha cercato di vendere la terra ai Sioux Oglala per tre decenni.
“Non si sono mai trovati d’accordo su niente”, ha detto. “O non avevano i soldi, alcuni volevano la terra, alcuni non la volevano, ma era troppo alto il prezzo, o troppo basso. Sono giunto alla conclusione ora, alla mia età, 74 anni, che ho intenzione di vendere definitivamente la proprietà”. E se la tribù non l’acquisterà entro il 1° Maggio, sarà lui stesso a metterla all’asta.

Speriamo proprio di no. Ma Czywczynski, approfittando del valore storico di questo terreno, potrà pure, se riuscirà a venderlo, farci un bel gruzzolo per la sua vecchiaia, ma non potrà vendere quel sentimento di condivisione che ormai, proprio nel ricordo del Massacro di Wounded Knee, e di tutti coloro che vi persero la vita, unisce i Lakota insieme a tutti i Nativi Americani e a molte persone in tutto il mondo. Quest’unione in memoria e onore alla loro storia non è né potrà mai essere messa in vendita.

L'articolo completo si trova al seguente link: Wounded Knee su nativiamericani.it

Link alla petizione

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