{"id":1264,"date":"2014-06-18T16:35:53","date_gmt":"2014-06-18T15:35:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.hunkapi.it\/?p=1264"},"modified":"2014-07-02T09:11:00","modified_gmt":"2014-07-02T08:11:00","slug":"diciotto-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hunkapi.it\/?p=1264","title":{"rendered":"Diciotto anni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.hunkapi.it\/media\/2012\/06\/madreterra_gruppo.jpg\"><img loading=\"lazy\" width=\"640\" height=\"322\" alt=\"\" class=\"aligncenter size-full wp-image-611\" src=\"http:\/\/www.hunkapi.it\/media\/2012\/06\/madreterra_gruppo.jpg\" style=\"width: 300px; height: 151px; margin: 5px; float: left;\" title=\"madreterra_gruppo\" srcset=\"https:\/\/www.hunkapi.it\/media\/2012\/06\/madreterra_gruppo.jpg 640w, https:\/\/www.hunkapi.it\/media\/2012\/06\/madreterra_gruppo-300x150.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p>\n<div>Circa diciotto anni fa, un gruppetto di appassionati della cultura &ldquo;pellerossa&rdquo; con molta presunzione decise di fondare un&rsquo;associazione che riunisse amici e cultori degli Indiani d&rsquo;America.<\/div>\n<div>Confessiamo che la nostra ignoranza e presunzione di sapere tutto su questo popolo era dovuta al fatto di aver letto alcuni libri degli anni &rsquo;70 fra cui Alce Nero parla e Seppellite il mio cuore a Wounded Knee per primi, e poco altro, come i fumetti di Tex Willer e Ken Parker, o aver visto tutti i film in circolazione.<\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Partimmo subito con programmi ambiziosi: fare una Rivista, organizzare noi conferenze, mostre e altre iniziative. Purtroppo, ben presto ci accorgemmo che, in realt&agrave;, non sapevamo quasi nulla della loro vera cultura e delle loro tradizioni. Capimmo subito che la maggior parte dei libri era scritta da bianchi che interpretavano una cultura che non apparteneva loro; capimmo subito che la storia &egrave; scritta dai vincitori e che gran parte di maestri e professori insegnavano la storia dei Nativi letta e studiata a loro volta proprio su quei libri, senza aver mai il pi&ugrave; delle volte ascoltato veramente un Nativo.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Decidemmo allora di non essere pi&ugrave; ignoranti. Incominciammo a fare il primo viaggio nelle riserve incontrando i Nativi, chiedendo di raccontarci la storia del loro popolo e come poter diffondere la loro cultura. Cos&igrave; capimmo che gli Apache erano differenti dai Sioux, che i Navajo vivevano nel Sud Ovest degli Stati Uniti e non nelle Grandi Praterie; che i totem erano propri delle Nazioni della costa del Pacifico e non dei villaggi Sioux; che l&rsquo;uso di fare lo scalpo lo avevamo insegnato a loro noi Europei, che le &ldquo;battaglie&rdquo; com&rsquo;erano descritte nei cippi commemorativi in realt&agrave; erano massacri, e che quelli descritti come massacri erano, in realt&agrave; battaglie perse. Capimmo la cosa pi&ugrave; importante: che la loro spiritualit&agrave; non era in vendita.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Nei viaggi successivi abbiamo incontrato e siamo stati ospiti di leader spirituali, leader politici, leader storici dell&rsquo;AIM, semplici abitanti di Riserva capendo che nonostante 500 anni di conquista, deportazioni forzate, furti di territorio, diffusione dolosa di malattie, massacri, uccisioni di bambini perch&eacute; &ldquo;anche i pidocchi fanno le uova&rdquo;, tentativi di evangelizzazione forzata dei &ldquo;selvaggi senza Dio&rdquo; con le famigerate Residential Schools, essi erano ancora l&igrave; vivi e con la loro cultura. Nonostante tutti i tentativi, i colonizzatori europei non erano riusciti nell&rsquo;intento di &ldquo;uccidere l&rsquo;indiano e salvare l&rsquo;uomo&rdquo;.<\/div>\n<div>Da tutti i fratelli nativi incontrati abbiamo cercato di assorbire qualcosa: innanzi tutto, il rispetto per la loro cultura e spiritualit&agrave; e, di conseguenza, che avrebbero dovuto necessariamente essere loro a parlare di se stessi.<\/div>\n<div>In tutti questi anni &ldquo;Hunkapi&rdquo; s&rsquo;&egrave; adoperato per portare in Italia i Nativi americani dando loro la possibilit&agrave;, in prima persona, di raccontarsi al pubblico e dando al pubblico la possibilit&agrave; di conoscerli e parlare con loro. Una sessantina, nel corso degli anni, sono stati i nostri ospiti provenienti da Nazioni Indiane differenti. Oltre milleduecento soci si sono iscritti nel corso della nostra avventura. Molti sono passati senza lasciare traccia; altri continuano e condividono con noi il nostro cammino e le nostre idee.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&ldquo;Hunkapi&rdquo; non ha mai voluto in prima persona tenere conferenze su spiritualit&agrave;, cerimonie e sciamanesimo alla moda poich&eacute; siamo ben consci di rispettare cos&igrave; le richieste e la volont&agrave; ferma e irremovibile della totalit&agrave; dei leader spirituali ancora viventi.<\/div>\n<div>Lasciando ad altri, meno disposti a rispettare realmente e coerentemente questi Popoli e maggiormente inclini allo &ldquo;sfruttamento&rdquo; della spiritualit&agrave; nativa per profitto o semplicemente per maggiore notoriet&agrave;, &ldquo;Hunkapi&rdquo; ha certamente pagato il prezzo di staccare qualche tessera in meno o di lasciare andare molti potenziali &ldquo;adepti&rdquo; in pi&ugrave;. Tuttavia, alla domanda &ldquo;fate riti spirituali, incontri con sciamani, capanne sudatorie, seminari sulla spiritualit&agrave;?&rdquo; la nostra risposta &egrave; sempre stata e sar&agrave; sempre &ldquo;no&rdquo;!<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>I riconoscimenti del nostro lavoro a sostegno della &ldquo;causa&rdquo; nativa, senza mai sconfinare dagli aspetti politici, sociali e culturali, in tutti questi anni sono stati molti. Aver avuto, fin dagli albori, come maestro e consigliere per la nostra crescita Gilbert Douville, cui dobbiamo moltissimo, &egrave; stato fondamentale e ci&ograve; non sarebbe mai accaduto se avessimo tradito le prerogative. Essere citati dal prestigioso giornale &ldquo;Indian Country&rdquo; &#8211; che, nel parlare della nostra Associazione e della manifestazione della Madre Terra, ci definisce, assieme al blogger Alessandro Profeti di Nativi Americani.it, come una delle pi&ugrave; affidabili Associazioni europee &#8211; ci ha onorato e ripagato di molti sforzi e di scelte a volte difficili.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Ancora pi&ugrave; gratificante &egrave; stato quando, durante il &ldquo;mitico&rdquo; viaggio di Hunkapi del 2012, ospiti di Capo Arvol Looking Horse a Green Grass nella Riserva di Cheyenne River, dopo un&rsquo;intera giornata passata con lui e la moglie Paula, nella veranda di casa e sotto un enorme testa di Bisonte Bianco, Arvol ci fece dono del suo libro Gli insegnamenti del Bisonte Bianco scegliendo di affidare a &ldquo;Hunkapi&rdquo; la traduzione e la stampa dell&rsquo;edizione italiana. Noi, commossi e onorati, gli chiedemmo scusa per esserci, nella nostra primitiva ignoranza, appropriati di una parola lakota che riconduce a un&rsquo;importante cerimonia. Arvol, con un sorriso di assenso, ci spieg&ograve; che &ldquo;Hunkapi&rdquo;, nella lingua lakota, significa anche &lsquo;lavorare assieme&rsquo;, e per questo potevamo continuare a usarla.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Questa circostanza ha rappresentato probabilmente il punto pi&ugrave; alto nella vita dell&rsquo;Associazione perch&eacute; ci ha confermato che la strada era quella giusta e che dopo diciotto anni eravamo diventati finalmente adulti.<\/div>\n<div>Ma questo, ovviamente, non deve farci pensare di esere &ldquo;arrivati&rdquo; in alcun posto. Dobbiamo essere consapevoli che la &ldquo;strada&rdquo; &egrave; ancora lunga e piena di deviazioni pericolose. Diventare adulti non significa ancora essere saggi. Per quello ci sono ancora tanti passi da mettere in fila, uno davanti all&rsquo;altro, su quel sentiero che noi speriamo di percorrere ancora, insieme a tutti coloro che lo vorranno condividere con noi, anche solo per un piccolo tratto.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Mitakuye Oyasin &#8211; Hunkapi<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Circa diciotto anni fa, un gruppetto di appassionati della cultura &ldquo;pellerossa&rdquo; con molta presunzione decise di fondare un&rsquo;associazione che riunisse amici e cultori degli Indiani d&rsquo;America. 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